Tutto questo non era nei piani.
Lo so, l’ultima nota è del (*deglutisce nervoso*) 10 MARZO.
Sono successe un sacco di cose, ho avuto un sacco di cose in testa,
sono stato preso dal morbo incurabile meglio conosciuto come “dimenticarsi come si scrive”.
Fortuna che, più che un morbo, è un virus.
E così, come un raffreddore, se ne è andato nel giro di qualche settimana.
Non appena ebbe finito di fare strage di me,
prese e se ne andò.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
L’Odore - Subsonica
Inutile dire che la nostra intera esistenza è percorsa di questo tipo di cose:
la scuola, il lavoro di una vita, una brutta frattura,
la droga (se uno riesce a uscirne), qualsiasi tipo di relazione,
la paura… La vita stessa.
Puoi appoggiarti a tutti i muri della città, e sederti su ogni gradino:
puoi addirittura concederti quella sigaretta in più e quel whiskey di troppo.
Puoi fare mente locale, puoi astrarti dalla realtà.
La musica soffia via le parole che ho sulla punta del cervello,
ricordandomi la sensazione degli ultimi giorni,
passati a rammentare come si scrive: come si compone un pezzo,
come si disegna e come si tiene in mano la penna e la propria vita.
Dovrei spegnerla, per un po’.
Ma la mia più grande paura, già da tempo, risiede nel silenzio.
Il silenzio che segue l’inizio e la fine di ogni canzone.
Di ogni parola, di ogni cosa.
Come la febbre che sale al malato, mentre chiede altri antidolorifici per dormire.
Il silenzio che ti fa sentire le note gravi dei pensieri che hai relegato
dietro agli altri, a volume basso.
Il silenzio che precede lo squartamento nei film Horror, in cui fai appena
in tempo a sentire il rumore di qualcuno che si muove proprio dietro di te.
Il silenzio che ti striscia addosso e ti tappa le orecchie,
a ritmo con la stessa consapevolezza crescente.
Il silenzio, come la calma prima della tempesta.
Il silenzio, interrotto da chi si sveglia di botto nel cuore della notte.
Il silenzio è come il rimpianto. E’ caldo, insipido e amaro insieme. E puzza di fumo.
Ma non l’odore piacevole e ingannevole di indipendenza
e irrazionale autolesionismo riconducibile allo scattare rapido
dell’accendino, al vibrare di un bacio strappato appena prima di staccarsi
o al calore di una birra fra amici per leccarsi le ferite della guerra,
finta o meno, che tutti i giorni ingaggiamo con il mondo.
Puzza di Universo. Di tutto quanto insieme, risultando quindi inconcepibile.
Un odore è buono, o al massimo è comprensibile, solo se preso da solo.
La giornata, sul mio balcone, profuma di primavera.
Il sonno sulle mia palpebre sa di Hegel, Assorbimento Atomico e Liquore al Cocco.
Il disordine in camera mia, invece, puzza di Bakunin e di backstage.
Le mie mani esalano i fumi del sapone più buono del mondo,
ma le mie dita hanno il sapore metallico di corde di chitarra,
quella che ho lanciato sul letto proprio sopra alla mia voglia di fare.
Qualcosa, oggi, mi ha infilato in testa
che dovrei andare in giro fischiettando come Eliza Doolittle,
in questa giornata, calda e fresca,
come la voce di Eddie Vedder e l’Ukulele.
La vecchia Bianchi del nonno ha voglia di fare un giro,
e come biasimarla:
anche se ci siamo conosciuti che era già vecchia,
è ancora una gran figa, ed è comunque troppo giovane
per rimanere lì a decomporsi.
Quindi non vedo perché dovremmo farlo noi.
Gonfiamo le gomme, oliamo le catene;
stiriamo le guance, stringiamo i lacci delle scarpe.
Finirò la mia giornata stanco, col fiatone e sporco
del grasso nero del meccanico.
Avrò le ditate sulle guance e sulla fronte, mentre
mi asciugo la fronte dal sudore.
Se doveste beccarmi in giro spettinato, sporco,
con gli occhiali storti e pedalante,
potreste vedermi sorridere, mentre ripenso a cosa
mi abbia convinto ad andare a correre, stasera.
A correre con quei soliti idioti che mi tirano su
quando ho soltanto voglia di starmene un po’ giù.
Seguiamo la via che più ci aggrada.
Non ascoltiamo i navigatori.
Scegliamoci le rotte, e aspettiamo che ci sia sempre il tramonto,
prima di andare a casa.
Assicuriamoci di trovare un bel posto rialzato per potercelo godere.
Addormentiamoci consapevoli che siamo durati più del sole, anche oggi.
Che nel mondo in cui viviamo, non è una cosa da poco.
Just keep following the heartlines on your hand.
Heartlines - Florence + The Machine
-Andre.